Skia
Assenze luminose

Sapiens Design Collection | 2026
Gli oggetti che ci accompagnano ogni giorno custodiscono frammenti di vita, attimi, sguardi. Diventano, senza che ce ne accorgiamo, testimoni silenziosi della nostra esistenza. Skia nasce dal desiderio di valorizzare queste presenze discrete.
Dal greco antico ombra, Skia è un oggetto che celebra la memoria attraverso un gesto semplice e quasi rituale. Si sceglie un oggetto di uso quotidiano e lo si colloca in uno spazio pensato per accoglierlo. Una fonte luminosa posta alle sue spalle ne proietta l’ombra sulla lastra antistante, realizzata con una speciale miscela di resina e polvere fotoluminescente. Durante la proiezione, la lastra assorbe la luce. Quando la lampadina viene spenta, la porzione di superficie che era illuminata continua a emanare un bagliore soffuso, lasciando impressa l’ombra dell’oggetto.
Se l’oggetto viene spostato o rimosso, la sua sagoma rimane impressa sulla lastra per un tempo prolungato. È come se, liberato dal suo corpo fisico, l’oggetto continuasse a esistere sotto forma di assenza luminosa, un calco negativo di luce.
L’ombra si fa ricordo, un’impronta che resta impressa. Questo semplice gesto di posizionare e togliere, accendere e spegnere, attiva un dialogo muto tra noi e gli oggetti: si chiede loro di raccontarsi, e loro rispondono con la persistenza della loro assenza.
Skia è stata progettata in risposta alla call “Camini. Presenze domestiche nell’era post-tecnica”, a cura di Paolo Casicci, che chiedeva di reinterpretare in chiave contemporanea il camino come presenza scenica e spirituale.
Con Skia il focolare è pensato come il luogo attorno al quale ci si riuniva per raccontare storie che, piano piano, diventavano ricordi e memorie da tramandare. Un luogo dove la brace continua a riscaldare anche quando il fuoco si è spento, trattenendo la memoria della fiamma. Così Skia conserva l’impronta luminosa dell’oggetto anche dopo la sua scomparsa.
Il progetto è stato presentato durante la Milano Design Week 2026 presso lo Spazio Vito Nesta.
In un tempo che induce a sostituire e a dimenticare, Skia invita a custodire e a ricordare, restituendo all’oggetto quotidiano la sua dignità di presenza scenica e spirituale all’interno della casa.






